PALAZZO MALATESTA

IN BREVE

Accedendo al Castello dalla rampa Mirasole e svoltando subito a sinistra, si arriva in una deliziosa Piazzetta. Si tratta di Piazza Ciccardini, dove si affacciano due bei palazzi nobiliari: Palazzo Ciccardini e Palazzo Malatesta. Quest’ultimo ospita oggi a piano terra la Biblioteca Comunale e al primo piano uno spazio recentemente ristrutturato adibito a Fab-Lab e co-working.

DESCRIZIONE: NARRAZIONE E MEMORIA

Accedendo al Castello dalla rampa Mirasole e svoltando subito a sinistra si giunge in una deliziosa Piazzetta, che gli abitanti curano con davanzali sempre fioriti. Si tratta di Piazza Ciccardini, dedicata alla storica maestra Ulderica Ciccardini. Di fronte Palazzo Ciccardini si trova Palazzo Malatesta, entrambi testimoniano le tracce della nobiltà e delle trasformazioni artistiche nel corso dei secoli, si distinguono per le facciate che uniscono armoniosamente elementi medievali e rinascimentali.

A piano terra di Palazzo Malatesta è collocata la Biblioteca Comunale, dal 2000 intitolata al Dott. Tommaso Lippera i cui eredi hanno donato una importante collezione di volumi. La Biblioteca ospita una sezione dedicata a bambini e ragazzi, dove si svolgono letture in gruppo dedicate ai piccoli lettori e alle loro famiglie.

Il  primo piano ospita degli spazi recentemente ristrutturati con un finanziamento ottenuto da un bando del GAL Colli Esini-San Vicino. Il finanziamento ha consentito di realizzare importanti lavori di ristrutturazione e l’allestimento di un Fab-Lab con numerose postazioni e strumentazioni.

Al momento gli spazi sono gestiti in collaborazione con il Sistema Bibliotecario dell’Unione Montana Esino-Frasassi.

ANEDDOTI E CURIOSITA’

LA FIGURA DI TOMMASO LIPPERA

Tommaso Lippera nacque a Cerreto d’Esi il 14 dicembre 1863. Rimasto orfano di padre in giovane età, manifestò sin da ragazzo idee anarchiche. Il suo carattere ribelle lo portò, durante l’adolescenza, a cambiare spesso scuola, finché riuscì a diplomarsi al liceo classico di Camerino.

Dopo la maturità, scelse la facoltà di medicina, che frequentò prima a Napoli e poi a Bologna. Proprio in questa città entrò in contatto con i gruppi anarchici locali e conobbe Andrea Costa, uno dei fondatori del socialismo italiano. Fu Anna Kuliscioff, compagna di Costa per alcuni anni, ad avvicinarlo a queste idee.

Pur essendo ancora studente, Lippera tornava spesso nel suo paese natale. Nel 1884 fondò a Cerreto d’Esi un “Circolo di Studi Sociali” e iniziò un carteggio con Andrea Costa, le cui lettere sono oggi conservate presso la Biblioteca Comunale di Imola.

Nel 1888 avviò la sua carriera politica locale: in occasione del rinnovo di alcuni membri della giunta comunale, venne proposto come assessore effettivo e fu eletto con 7 voti su 12.

Nel 1890 abbandonò l’anarchismo per aderire al nascente movimento socialista. Nello stesso anno si trovava a San Costanzo come medico condotto, e per sostenere la società operaia, pubblicò un volantino rivolto alle lavoratrici, che lesse pubblicamente il 7 aprile 1890 al Teatro Concordia, in occasione dell’inaugurazione della Bandiera della Società Operaia Femminile di Mutuo Soccorso di San Costanzo.

Seguì un periodo di intensa attività politica, che lo vide impegnato sia a livello provinciale che regionale. Nel 1902 fu eletto sindaco di Cerreto d’Esi.

Uno dei suoi primi atti da sindaco fu la pubblicazione degli Statuti Comunali del 1537, rinvenuti nell’archivio storico. L’opera fu curata dallo storico anconetano Carisio Ciavarini, suo suocero, che nella prefazione scrisse: “All’eccellentissimo dott. Tommaso Lippera – Sindaco di Cerreto d’Esi – a lei devo la scoperta degli Statuti di Codesto Comune, ed a Lei ne offro la stampa che ho risoluto di farne in occasione del congresso internazionale di scienze storiche l’aprile prossimo a Roma. […] – Ancona, marzo 1903 – C. Ciavarini”

Vivendo quotidianamente la realtà del paese, Lippera si rese conto delle difficili condizioni dell’infanzia locale: pochissimi bambini studiavano, molti erano impiegati nei campi e solo pochi potevano permettersi un’istruzione. Convinto del valore dell’educazione come strumento di cambiamento, promosse la costruzione di una scuola elementare, che oggi porta il suo nome ( si veda, per approfondimento, la scheda relativa all’edificio scolastico). Nel 1905 fece stampare un piccolo opuscolo in cui dava conto ai cittadini di un’importante iniziativa intrapresa dal Consiglio Comunale “L’edificio scolastico di Cerreto d’Esi”. Nelle poche ma intense pagine vengono spiegate le ragioni politiche dietro tale investimenti, le caratteristiche architettoniche e vengono motivate le scelte attuate. Si resta stupiti dalla lungimiranza e innovazione delle idee e soluzioni adottate.

Il 28 marzo 1918 fu arrestato. Al termine del processo, venne riconosciuta la sua completa estraneità ai fatti contestati. La sentenza sottolineò che i testimoni a suo carico non potevano ritenersi attendibili e dichiarò: “Lippera e compagni sono stati vittime di odi, rancori e piccinerie locali.”

Purtroppo, durante la detenzione si ammalò gravemente. Nonostante le cure ricevute dopo la scarcerazione, non riuscì a riprendersi e si spense il 21 gennaio 1919, lasciando sette figli, in gran parte ancora in tenera età.

Fonte: Sistema museale della Provincia di Ancona “Guida di Cerreto d’Esi. La storia, l’arte, i musei”; Angelo Cola, articolo pubblicato sul settimanale l’Azione;  https://leggerelanatura.blog/2023/03/04/un-grande-uomo-un-politico-onesto-ed-medico-esemplare/; 

INFORMAZIONI UTILI

La Biblioteca ha una pagina Facebook dove sono pubblicati gli orari di apertura e gli eventi organizzati ed ospitati all’interno dei suoi spazi.

In collaborazione con il Centro per famiglie, con le volontarie del progetto  Nati per Leggere, si tengono in biblioteca e all’aperto letture destinate ai bambini e alle loro famiglie.

Gli spazi della biblioteca sono inoltre visitati regolarmente dagli alunni delle scuole di Cerreto d’Esi per favorire la conoscenza della biblioteca e dei suoi servizi e per promuovere la lettura sin da piccolissimi.

Gli spazi del Fab-Lab al primo piano, sono stati inseriti in una progettualità più ampia affinché possano ospitare un co-working, in rete con altri spazi della Provincia di Ancona.

DA VEDERE PERCHÈ: