EREMO DI S. MARIA DELL'ACQUARELLA
IN BREVE
L’Eremo di Santa Maria dell’Acquarella è un gioiello nascosto tra sentieri antichi e panorami mozzafiato alle pendici del massiccio del Monte San Vicino.
DESCRIZIONE: NARRAZIONE E MEMORIA
Immerso nel verde, alle pendici del Monte San Vicino, nel territorio di Cerreto d’Esi, si trova l’Eremo dell’Acquarella, conosciuto anche come la Romitella: un luogo silenzioso, carico di fascino, dove storia, natura e spiritualità si intrecciano da secoli.
Le sue origini si perdono nella leggenda. Secondo la tradizione, fu San Romualdo, fondatore dell’ordine camaldolese, a volere questo eremo nell’XI secolo, dopo averlo ricevuto in dono dal conte Farolfo. Già nel XIII secolo è documentata una presenza stabile di eremiti. Nel 1349 era sede di un romitaggio benedettino, e nel XV secolo si parlava di Santa Maria delle Vergini, lasciando ipotizzare la presenza anche di religiose.
La chiesetta dell’eremo fu costruita nel 1441, grazie all’interessamento dell’eremita fra’ Frandeno. Sulla facciata è ancora visibile lo stemma indicante, l’appartenenza del tempio alla basilica lateranense.
Accanto alla chiesa sorgono due stanze, una delle quali probabilmente era adibita a cucina, mentre la torre, che domina la valle del Giano, potrebbe risalire a epoca feudale e serviva da punto di osservazione strategico.
Ma è nel XVI secolo che l’Acquarella entra nella storia come luogo fondativo dell’Ordine dei Cappuccini. Proprio qui, nel 1529, si tenne il primo capitolo generale dell’Ordine, con l’elezione del ministro generale Matteo da Bascio e la redazione delle prime Costituzioni, incentrate su una vita austera e fedele allo spirito francescano. Un momento storico che fa dell’eremo un luogo-simbolo della riforma cappuccina.
Nel corso dei secoli, l’eremo visse vicende alterne: fu abbandonato dai monaci “per la scabrosita’ del luogo e l’angustia del convento“ i quali si trasferirono in Santa Maria del Popolo, a Fabriano. Ma alcuni monaci vi tornavano di tanto in tantoi, come Fra’ Benedetto Fratebianchi, che vi morì nel 1831. Nel 1845 fu restaurato per volontà del vescovo Giuseppe Arpi, e nel 1850 furono collocate nella chiesa le Stazioni della Via Crucis.
Fu definitivamente abbandonato nel 1585.
Nel 1854 l’Acquarella fu assediata, con esito negativo, dai gendarmi che ricercavano un certo Carletti Girolamo imputato nell’incendio scoppiato il 26 Febbraio 1854, domenica di Carnevale, nelle stalle di Via Fiorenzuola dove era custodito il gregge dei pastori di Porcarella, i quali, nella stagione invernale, erano costretti a scendere in Albacina a causa dell’abbondante neve che ricopriva i pascoli e del freddo che arrecava danni al bestiame.
ANEDDOTI E CURIOSITA’
L’Eremo dell’Acquarella “S. Maria de aqua de arellis” è costituito da una Chiesetta, due locali attigui e una torre a due piani.
La chiesetta è lunga sette metri e larga appena quattro, quasi del tutto spoglia. L’unico altare ospita un quadro con dipinta la Deposizione della Croce con ai lati San Francesco e San Pietro apostolo e, più in basso, San Giovannino.
Miracolo dell'Acquarella
Nel 1840 avvenne nella Chiesa dell’Acquarella un fatto prodigioso e poiché Don Raffaele Ambrosini poté raccogliere testimonianze, essendo vissuto in quel tempo, riportiamo per intero una nota trovata a pag. 15 del suo Romitaggio: “Nel 1840 per la Messa furono prese a consumo 4 falcole da una libra ognuna: per dimenticanza non furono spente alla fine della Messa e restarono accese per più di due ore; ripesate dappoi non erano calate nemmeno di un’oncia, fu gridato al miracolo“.
La leggenda della sosta della Madonna
Una leggenda narra che qui si sarebbe fermata la Santa Casa nel suo tragitto aereo verso Loreto, una sosta durante la quale la Madonna volle dissetarsi proprio alla sorgente dell’Acquarella e che la conca presente sul fondo della piccola valle, tra una cortina di pioppi, sia stata impressa dal mantello della Madonna.
La leggenda è un modo popolare per ricordare che l’eremo si trovava su una delle numerose direttrici dei pellegrinaggi medioevali verso Loreto: qui i pellegrini, seguendo l’antica via romana, scavalcavano la dorsale del San Vicino e per la valle del Musone raggiungevano la costa Adriatica e il santuario lauretano.
Fonte: www.comunecerretodesi.an.it
ACCESSIBILITA’
L’area dell’Eremo è accessibile a piedi mediante una strada forestale chiusa da una sbarra che diparte dalla strada che da Cerreto conduce a Poggio San Romualdo.
E’ possibile raggiungere l’Eremo anche seguendo il sentiero del Parco della Gola della Rossa e di Frasassi segnato con il numero 116 che si prende lungo la SP 14 appena usciti dal centro abitato della Frazione di Albacina.
EVENTI RICORRENTI
Ogni anno, il 3 maggio, festa della Santa Croce, gli abitanti della Frazione di Albacina (Comune di Fabriano) si recano all’Eremo in pellegrinaggio, unitamente ad una rappresentanza di frati Cappuccini.
In quella giornata è possibile assistere alla Messa celebrata nella chiesetta e vedere i prati, solitamente silenziosi, chiassosi e vivaci.
INIZIATIVE DI VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE
Il cammino dei Cappuccini si snoda in 17 tappe per quasi 400 km da Fossombrone ad Ascoli Piceno, attraversando la dorsale interna delle Marche, dove incantevoli borghi si fondono in un tutt’uno con il paesaggio naturale circostante. Una di queste tappe, da Fabriano a Poggio San Romualdo, passa proprio per l’Eremo dell’Acquarella, salendo da Borgo Tufico.
Non sorprendetevi dunque se troverete oltre la segnaletica del Parco anche quella del Cammino e se sarete accompagnati da numerosi pellegrini durante la visita.
DA VEDERE PERCHÈ:
- Luogo simbolo della riforma cappuccina - Qui, nel 1529, nacque ufficialmente l’Ordine dei Cappuccini. un sito di straordinario rilievo storico e spirituale.
- Immerso nella natura - Raggiungibile con una piacevole escursione, l’eremo offre panorami incantevoli e un’oasi di pace tra i boschi.
- Atmosfera mistica e senza tempo - L’architettura semplice, la chiesetta, la torre panoramica e le memorie secolari regalano un’esperienza autentica, ideale per chi cerca silenzio e contemplazione.