CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PORTA

IN BREVE

Chiesa antichissima, già esistente nel 1251. Danneggiata dal sisma 2016, ha subito interventi di ristrutturazione importanti tra il 2024 e il 2025.

DESCRIZIONE: NARRAZIONE E MEMORIA

Entrando nel Castello, alla destra della torre dell’orologio, è ben visibile la Chiesa Santa Maria della Porta. L’ingresso è poco più avanti, in Via San Lorenzo.

E’ una chiesa antichissima, risalente già al 1251, secondo quanto si apprende da una pergamena rinvenuta nell’archivio della cattedrale di Fabriano (perg.68 –ach. Cattedrale Fabriano). L’esistenza così antica è testimoniata dal tratto di muro recante ancora frammenti di affreschi appartenenti alla Chiesa medievale.

Fonti storiche confermano che dal 7 febbraio 1317 al 24 febbraio 1319 ne fu rettore Don Ufreduccio e nel 1400 fu unita con le chiesette di San Leopardo e di Santa Lucia in un unico rettorato.

Appartenente alla giurisdizione dei camaldolesi fino al 1560 i rettori erano nominati dagli abati del monastero camaldolese della Santissima Trinità di Frontale e successivamente da quelli di Valdicastro. In seguito, ebbe a sua volta giurisdizione sulle parrocchie delle frazioni di Bassano ed Argignano.

Ha subito diversi interventi e la forma originaria risulta oggi modificata. Nei primi anni del XVIII Secolo fu completamente ricostruita  a cura e spese del parroco Lorenzetti. Fu conservata solamente la cappella che custodiva il crocifisso. Ora vi è custodita la statua lignea della Madonna del rosario (sec. XVII) Sono di stile barocco l’altare, le sculture e l’ornato della cappella , le porte laterali della sacrestia. 

Di grande pregio l’altare che fu patronato dei conti Stelluti di Fabriano. Presso l’altare maggiore era visibile un prezioso crocifisso di Fra’ Paolo da Chioggia, della prima metà del XVI secolo, oggi custodito nella chiesa della Collegiata (Piazza San Rocco-Cerreto d’Esi).

Il 22 luglio 1853 la parrocchia Santa Maria della Porta cessò di esistere ed i terreni di sua proprietà furono assegnati ai canonici della Collegiata.

Intorno al 1970 L’altare fu spostato in avanti e nel catino absidale è stata realizzata una serie di sei seggi lignei e una boiserie che copre l’intero sviluppo dell’abside. Di recente il nuovo altare e altri oggetti della chiesa sono stati trafugati e il tabernacolo in uso proviene dalla sacrestia.

La chiesa si presenta a navata unica con una cappella aperta in ogni lato. Le pareti sono decorate da pilastri intonacati e da una cornice che corre per tutto il perimetro. La facciata esterna è decorata da colonne a tutta altezza e da un timpano. Il rosone è stato chiuso ed è stato applicato il monogramma Mariano in stucco. Il prospetto laterale, rivolto verso Piazza Guglielmo Marconi, presenta due colonne, decorate con elementi circolari in rilievo, sovrastate da una cornice ed un soprastante elemento di coronamento con profilo piatto e con una croce posta in posizione centrale. Sempre sul lato prospiciente la piazza furono aperti due ingressi, di cui uno oggi è chiuso. Al di sotto della trabeazione è aperta una bifora con forme neogotiche.

FONTE: Catalogo generale dei beni culturali;https://www.beweb.chiesacattolica.it/ ; Sistema museale della Provincia di Ancona “Guida di Cerreto d’Esi. La storia, l’arte, i musei”.

IL SISMA del 2016

La chiesa ha subito danni in seguito agli eventi sismici del 2016 con lesioni sulla muratura portante, danni sulle stuccature della trabeazione e sull’intradosso della volta, oltre a fenomeni di distacco degli intonaci. Il progetto di ristrutturazione realizzato tra il 2024 e il 2025 ha visto la realizzazione di interventi mirati a ripristinare l’integrità e a ridurre la vulnerabilità strutturale dell’edificio. Sono stati inoltre realizzati lavori di restauro degli elementi architettonici e degli elementi decorativi interni ed esterni: sono stati portati alla luce i fregi e i piccoli affreschi della volta ed è stato ripristinato il colore originario delle pareti. E’ stato eseguito il restauro del vestito della Madonna del Carmine, di grande valore devozionale per la cittadinanza.

Nel mese di ottobre 2025 la chiesa è stata nuovamente riaperta alla cittadinanza.

Da vedere perchè: