BASSORILIEVO DELLA SIRENA
IN BREVE
Quando attraversate l’arco della storica Porta Giustiniana, alzate lo sguardo e cercate un dettaglio unico: sullo spigolo interno sinistro, una pietra speciale vi svelerà un’antica iscrizione accanto a una misteriosa sirena bicaudata. Un simbolo affascinante che racconta storie di miti e leggende, capace di catturare l’immaginazione di ogni visitatore. Non perdete l’occasione di scoprire questo piccolo tesoro nascosto nel cuore di Cerreto d’Esi!
DESCRIZIONE: NARRAZIONE E MEMORIA
Quando passate sotto l’arco della Porta Giustiniana, cercate nella parte interna, nello spigolo sinistro, una pietra, differente dalle altre, con un’antica iscrizione e una sirena bicaudata, o melusina –il suo vero nome.
L’iscrizione misteriosa a caratteri gotici reca: ANNO DOMINI G.A.; 1400;47 APRILIS e aggiunge fascino e antichità a questo reperto unico.
La sirena fa parte di un’iconografia religiosa che si trova generalmente nelle raffigurazioni delle abbazie o chiese paleocristiane e romaniche; dopo questo periodo è da considerarsi simbolo della fecondità e della maternità.
CURIOSITA’ E ANEDDOTI
Gli storici locali dibattono tutt’oggi sul significato e l’origine della pietra. Ci si chiede se la pietra sia originaria della porta o se sia, invece, di epoca successiva. Per taluni, sembra che la pietra, scolpita con caratteri gotici in memoria di un avvenimento, possa provenire dalla pieve di Santa Maria de plebe di Albacina (ricostruita tra il 1400 e il 1415) e molto venerata dai cerretesi nel Medioevo.
In altri casi si collega questa sirena alla figura dei Conti Ottoni a cui qualcuno attribuisce la costruzione del cassero (demolito o crollato) e della porta annessa. Parlando di reperti medievali nel fabrianese, lo storico Sassi si riferisce a questa pietra.
Per altri si tratta della melusina, sirenetta a due code tipica delle basiliche paleo-cristiane romaniche e gotiche, dove le colonne e i portali di ingresso sono decorati con sculture che rappresentano un immaginario di bestie e creature zoomorfe, oltre che vegetali. Fra le tante figure, in molte chiese, viene rappresentata una sirenetta a due code, una melusina, proprio come quella di Cerreto d’Esi.
Molti studiosi affermano inoltre che le figure scolpite sono messaggi, una sorta di mistica agnostica che hanno il loro massimo sviluppo tra il XII e il XIII Secolo.
La melusina è anche associata a leggende di energia sotterranea e corsi d’acqua nascosti, un “genius loci” che avrebbe protetto il castello e il borgo. Alcuni studiosi la collegano ai templari e agli ordini monastici, che importarono simboli esoterici dall’Oriente, facendo di questa figura un enigmatico messaggio antico, custode di segreti e protezioni.
Cosa significhi davvero la melusina di Cerreto d’Esi resta un mistero affascinante e il dibattito è ancora aperto: forse nasconde tracce di un’abbazia perduta o è un segno tangibile di un’antica energia nascosta sotto il Castello.
Visitare la Porta Giustiniana e scoprire questo bassorilievo è immergersi in una storia fatta di arte, mito e mistero, un piccolo grande segreto che rende Cerreto d’Esi un borgo ancora più unico e affascinante.
Fonte: Sistema museale della Provincia di Ancona “Guida di Cerreto d’Esi. La storia, l’arte, i musei”; Articolo di Angelo Cola pubblicato sul settimanale L’Azione nell’Agosto 2021; G. Castagnari “Abbazie e Castelli”.
DA VEDERE PERCHÈ:
- Un mistero medievale da scoprire: Ammira un enigmatico bassorilievo del 1400 che racchiude simboli antichi e leggende.
- Un viaggio tra arte e mito: Scopri la sirena bicaudata, una figura rara che unisce storia religiosa, miti e tradizioni locali.
- Un piccolo tesoro nascosto: Esplora un dettaglio unico all'ingresso del Castello, capace di affascinare con la sua storia e il suo fascino misterioso.