IN BREVE
L’Antica Farmacia Giuli si trova, all’interno del Castello, in Piazza Marconi. Conserva una parte del prezioso mobilio ligneo e alcuni vasi officinali utilizzati nel tempo come farmacia. Dal 2006, ospita interessanti testimonianze della cultura artistica locale tra il XV e il XVIII secolo. L’ingresso è gratuito
DESCRIZIONE: NARRAZIONE E MEMORIA
Al Museo si accede attraverso quella che era la Farmacia del paese, della quale rimane una parte dell’originale mobilio ligneo e alcuni vasi officinali. Il bancone ha dei preziosi intagli in legno di fine 800. Si possono ammirare inoltre vasi ed altro vasellame utilizzati dalla Farmacia nelle sue attività.
L’Antica Farmacia fa parte di quello che era “Palazzo Lorenzetti”, appartenuto prima alla famiglia Lorenzetti, successivamente alla famiglia Gaoni, e infine, è stata gentilmente concessa in comodato d’uso al Comune di Cerreto d’Esi, dall’ultimo proprietario dott. Giuli Carlo.
Il museo, allestito nel 2006 nei locali retrostanti, conserva tele e dipinti che restituiscono al visitatore un’importante testimonianza della vita culturale e artistica di Cerreto d’Esi.
CONTENUTI MULTIMEDIALI
Disponibile qui il servizio di TV Centro Marche sul Museo e la sua collezione di opere d’arte: https://www.facebook.com/share/v/1Br2vkTwY3/
Virtual Tour
Il tour è compatibile con visori VR
RACCOLTA DI OPERE D'ARTE
Non perdete l’occasione di visitare gratuitamente questi spazi che ospitano una ricca collezione di opere d’arte, segno di una vivicaità culturale ed artistica di Cerreto d’Esi nel passato.
Di grande pregio è la splendida Croce-reliquario astile di Antonio di Agostino da Fabriano, databile tra il 1470 e il 1480, interessante quanto raro esempio di stauroteca lignea, dipinta su entrambi i lati, che riproduce all’incrocio dei bracci il Cristo crocifisso, inchiodato sulla croce. Proveniente dalla Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta, fu posizionata qui dopo una lunga permanenza dei depositi della Soprintendenza di Urbino, a cui si deve il delicato lavoro di restauro. La commissione della croce ad Antonio di Agostino da Fabriano testimonia che intorno al XV secolo, a Cerreto d’Esi, si iniziava a vedere un movimento pittorico di notevole pregio e interesse.
Le altre opere, minori per valore artistico sono comunque interessanti per definire la vita religiosa e culturale di Cerreto in stretta dipendenza con quanto accadeva a Fabriano nell’importante cantiere della Cattedrale di San Venanzio.
Un secondo piccolo gioiello della raccolta di opere d’arte è la pala d’altare in legno raffigurante l’ Annunciazione di Luca di Bartolomeo delle Fibbie (XV-XVI sec), proveniente dalla vicina Chiesetta dell’Annunziata. Considerato che la Chiesa dell’Annunziata fu fatta costruire per volere testamentario da un tale Gregorio di Giorgio nel 1507, si può ipotizzare che la tavola fosse stata commissionata a Luca di Bartolomeo in quella stessa data. Nella lunetta superiore è raffigurato il Padre Eterno mentre benedice attorniato da due angeli alati.
Presente inoltre una sgargiante pala d’altare raffigurante la Madonna con bambino, tra i santi Michele Arcangelo e Antonio Abate del XVI secolo, di Ercole Ramazzani, arceviese, uno dei interessanti pittori del territorio il cui maestro fu Lorenzo Lotto. I colori densi e smaglianti sono suggestioni dichiaratamente lottesche.
TELE
La tela raffigurante La Madonna del Carmelo con San Rocco e San Leopardo vescovo di un pittore marchigiano del XVI secolo. Si trovava nell’altare destro della Chiesa di Santa Maria della Porta, dedicato alla Madonna del Carmine. Le altre due figure sacre si ricollegano rispettivamente alla presenza sul territorio di un Oratorio (nel Castello, dedicata a San Rocco) e di una chiesa rurale (ancora esistente) dedicata a San Leopardo.
Tela raffigurante il Transito della Santa Casa, Sant’Antonio Abate e San Vito” – XVII, proveniente con molta probabilità da una chiesa rurale non più esistente nella zona delle Cerquete. La tela rappresenta la tradizionale Madonna col bambino, seduta sul tetto della sua minuscola casa che si lascia trasportare verso il colle dove sorgerà la Santa Casa di Loreto, avvolta da nuvole dense illuminate da un bagliore giallastro.
Tela raffigurante la Madonna con il bambino, San Carlo Borromeo, Sant’Albertino di Fonte Avellana e coppia con bambino” del XVII sec., proveniente dal secondo altare a destra dedicato a S. Carlo Borromeo della Chiesa della Collegiata. Probabilmente la tela fu commissionata dalla confraternita omonima, oggi non più esistente.
Tela raffigurante l’immacolata Concezione, San Sebastiano, un Santo vescovo e San Francesco (XVII sec.) – pittore marchigiano ignoto. La figura di San Sebastiano rimanda all’oratorio esistente nel Castello dedicato al Santo insieme a San Rocco. Probabilmente in origine si trovava nel primo altare a sinistra della Chiesa della Collegiata. Agli inizi del ‘900 fu poi spostata nella sagrestia e poi fuori la Chiesa.
Una splendida e intensissima tela che rappresenta San Pietro e San Paolo, sicuramente parte superstite di un’opera più ampia che purtroppo è andata perduta. Olio su tela – Pittore marchigiano del XVIII Sec.
Dipinto olio su tela che raffigura Il transito di San Giuseppe (XVIII sec.), dove San Giuseppe è steso sul letto affiancato Dalla Vergine (inginocchiata ai suoi piedi) e il figlio Gesù. La cornice è laccata in nero e oro ed è quella originale.
Tela Il Sogno di San Giuseppe (XVIII sec.), di autore ignoto, proveniente dalla Sagrestia di Santa Maria Assunta. Nella tela il Santo sogna che riceve dall’angelo l’ordine di fuggire in Egitto con la moglie e il figlio.
SCULTURE LIGNEE
Nella prima sala sono esposte tre sculture lignee: due reliquari (XVIII sec.),provenienti dalla Chiesa di Santa Maria Assunta; un’erma rivestita di foglio d’oro e argento proveniente da un altare barocco della Chiesa Santa Maria della Porta trafugato. Infine, un altarolo: un oggetto devozionale di fine 700 –Primi 800 raffigurante La Vergine con il Bambino.
ALTRE OPERE
Nella terza sala sono esposte quattro stazioni della via crucis (XVIII sec.), le uniche sopravvissute alle 14 originarie, dopo vari trafugamenti dalla Chiesa di Santa Maria della Porta.
Interessanti, infine, due dipinti su tavola (XVIII sec.),provenienti dalla Chiesa di San Lorenzo raffiguranti San Romualdo con accanto la Chiesa di Val di Castro, e San Silvestro, in veste monastica, mitra, pastorale e lupo SI tratta di due dipinti a tempera su tavola sagomata.
Fonte: Sistema museale della Provincia di Ancona – Guida di Cerreto d’Esi. La storia, l’arte, i musei; Catalogo Raccolta di opere d’arte Antica Farmacia Giuli.
DA VEDERE PERCHÈ:
- Un viaggio nel tempo tra mobili originali e vasi officinali: Varcando la soglia dell'antica Farmacia Giuli, si entra in un mondo d'altri tempi: gli arredi originali e i vasi officinali raccontano storie di cure e rimedi di secoli passati, offrendo un'esperienza autentica e suggestiva.
- Un tesoro d'arte nel cuore delle Marche: Il museo ospita una preziosa raccolta di opere d'arte del XV e XVI secolo, testimonianza della vivace stagione artistica che ha animato Cerreto d’Esi.
- Capolavori sconosciuti che lasciano senza fiato: Tra le opere esposte, spicca la Croce astile di Antonio da Fabriano, un capolavoro ligneo del 1470-1480 la cui preziosità è data dalla sua funzione di croce-reliquario. Un'opera unica, capace di emozionare e affascinare ogni visitatore.